Conclusioni

Sarebbe un errore considerare la Meridiana di Piazza del Popolo alla stregua di un qualsiasi orologio solare che si limita a scandire le ore, i giorni ed il trascorrere delle stagioni. Infatti, essa materializza un’immagine solare che associa lo Spazio celeste al Tempo storico della Città Eterna. Un simbolo coerente con la celebrazione del 150° anno dell’Unità d’Italia che aggiunge alla straordinaria bellezza della Piazza ilfascino antico del Dio Sole che regna nell’Universo, come Roma per oltre mille anni ha regnato sulla terra sconfinata del suo Impero.
Alcune presenze marmoree, quali le statue che rappresentano le quattro stagioni, quelle della Dea Roma, del Tevere e dell’Aniene sovrastanti la fontana alle pendici del Pincio e le colonne ornate con i rostri navali del Console Romano Caio Duilio, accolgono l’inserimento del simbolo nel contesto storico e architettonico della Piazza.
Inoltre, la coerenza dell’opera con analoghi interventi dei secoli passati realizzati in vicinanza della Piazza è testimoniata dalla Meridiana dell’Imperatore Augusto in Campo Marzio, da quelle in Piazza San Pietro e in Piazza Montecitorio, nonché dagli orologi solari sulle facciate delle chiese di Trinità di Monti in Piazza di Spagna e di Sant’Anastasio in Via del Babbuino.

Il disegno tracciato dalla legge che governa l’Universo e quindi non desunto dalla fantasia di chi lo propone, è simile ad una grandiosa stella formata con gli stessi sampietrini della pavimentazione, facilmente realizzabile, poco costosa e ben visibile sia dalle terrazze del Pincio sia dalle strade del Tridente. Infine, opportune targhe ubicate in detti luoghi illustreranno il significato del simbolo, rinnovando l’interesse della cittadinanza per gloriose vicende di Roma e d’Italia.
Questo per dire che la Cultura non ha bisogno di manifestarsi attraverso opere faraoniche dal costo astronomico, in quanto sono sufficienti interventi coerenti e rispettosi dell’ambiente circostante, affinché essa esprima l’immenso potere di attrarre gli indifferenti e di elevare la loro mente a più nobili valori. Sono, infatti, convinto che il rinnovamento della Cultura Italiana è possibile solo se essa saprà tornare alle sue radici naturali, al suo originale desiderio di Pace e di serenità. Una Cultura più umana, più tollerante, più accogliente che rassereni gli spiriti inquieti e mobiliti le coscienze.
Con simili ideali Ottaviano Augusto fondò l’Impero e diffuse nel mondo la Civiltà Romana.

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